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Arnaldo Costanzi intervista
CRISTIANO CAROPRESO
(Tecnico)
Società e Ruolo dove attualmente svolgi l’attività
di Calcio a 5.
Aurelio 2004 - Responsabile Tecnico
prima
squadra.
Che cosa ti ha spinto ha scegliere come disciplina
sportiva il Calcio a 5.
Mi ha spinto un infortunio; Giocavo
a calcio
a 11 in Serie D e un infortunio
al ginocchio
mi bloccò. Nella riabilitazione
a Roma un
amico procuratore mi mandò ad
allenarmi alla
Roma calcio a 5; Dopo qualche
allenamento
ebbi una proposta per rimanere
ed accettai
volentieri la nuova avventura.
Quali pensi siano le tue caratteristiche
principali (caratteriali e sportive).
Fuori dal campo sono una persona caratterialmente
molto tranquilla, malgrado questo alcune
volte mi trasformo, durante la gara, perdendo
a mio discapito anche la lucidità necessaria.
Quanta importanza dai al ruolo del Capitano
in una squadra e perché.
Il capitano deve essere prima
di tutto un
ragazzo responsabile e dotato
di valori importanti
per fare da tramite tra squadra
e società.
Quale è il tuo modo di concentrarti prima
di una partita.
Di solito prima di una gara sono
teso, ma
cerco di trasmettere calma e
concentrazione
alla squadra.
Quanta importanza dai al fatto
che questa
disciplina sportiva è Dilettantistica
e non
Professionistica.
Non è un fatto importante soprattutto
nel
regionale, basta che ci sia in
tutto il gruppo
di lavoro una giusta mentalità.
Il Calcio a 5 in questi ultimi
anni ha avuto
una fortissima espansione. Secondo
te l’ha
avuta anche a livello tecnico/tattico
?
Non credo, soprattutto con l'avvento degli
stranieri. Noto nelle categorie superiori
molti allenatori affidarsi alle loro doti
tecniche e così è diventato difficile prendere
spunti tattici come una volta.
Al di la dei ruoli c’è una persona che stimi
per professionalità e serietà ?
Stimo per professionalità gente
come Budoni,
Del Rosso e Calabria.
Secondo te servono proposte nuove
da fare
per migliorare questo sport ?
La proposta è far giocare di
più gli italiani
giovani e mettere un tetto ai
naturalizzati
italiani; Vi assicuro che se
c'è pazienza
nel lavorarci di giovani bravi
ce ne sono
parecchi.
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